C’innamoriamo tutti, prima o poi… e non esiste un manuale di sopravvivenza in amore, no davvero…ognuno di noi scriverebbe un finale diverso e sarebbero tutti veritieri…

La verità è che c’innamoriamo e basta…c’innamoriamo spesso nel momento esatto in cui ci riteniamo immuni, tragicamente vaccinati da un amore precedente che ci ha destabilizzato…c’innamoriamo di un qualcuno che non assomiglia in niente al nostro prototipo di uomo o donna…c’innamoriamo dei suoi difetti…di un canino che addolcisce un sorriso…di due occhi che riescono a guardarci dentro…di due mani piccole che quando stringono le nostre diventano gigantesche…di un abbraccio che riconosceremmo tra un milione di altri abbracci…

C’innamoriamo di chi ci fa sentire “a casa ” e cancella come per magia anni di paure…c’innamoriamo come se fosse la cosa più naturale del mondo… c’innamoriamo e basta…

C’innamoriamo quasi sempre di qualcuno che non ci vedrà mai e che in un attimo vendicherà tutti quei ” no ” che abbiamo distribuito senza dare mai una  speranza…e quando lo obbligheremo a guardarci negli occhi ci troverà vecchie ed inadeguate…

C’innamoriamo di chi non vuole o non può amarci…e scopriremo che l’amore non si compra e non si vende…l’amore succede e basta…

C’innamoriamo… questo è ciò che conta…c’innamoriamo…e ci batte il cuore…e siamo vivi…finalmente fragili eppure fortissimi…perché l’amore è la magia che ci fa affrontare la vita…

 

 

C’innamoriamo e chissenefrega di chi o del perché…e mentre aspettiamo che passi raccontandoci che è come l’influenza, facciamo stupidaggini infinite…e calpestiamo con un tacco 12 il nostro cuore e la nostra dignità sotto lo sguardo allibito di chi ha capito…

C’innamoriamo tutti, prima o poi…ed all’improvviso desideriamo essere bellissimi…e litighiamo con la nostra immagine allo specchio…

L’amore fa male…mettetelo in conto…e non esiste un vero manuale che ci insegni a soffrire meno…io stessa con questo racconto ho ironizzato…ma l’amore certe volte diventa affetto, amicizia…ecco…questa è la storia di una vera amicizia fraterna…e questa è la mia dedica…AD UNA PERSONA COSI’ UGUALE EPPURE COSI’ DIVERSA DA ME…A COLUI CHE MI HA FATTO SENTIRE ” A CASA”…E CHE NON SI E’ FERMATO AL MIO INADEGUATO ASPETTO FISICO MA MI HA GUARDATO DENTRO…A MIO FRATELLO…

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

” E NON FINISCE MICA IL CIELO… ANCHE SE MANCHI TU…”

                                                             M. Martini

CI SONO ADDII…

Ci sono addii che nessuno vorrebbe mai pronunciare…e sorrisi che ti obblighi a  stampare sulla faccia per renderli più credibili e meno dolorosi…ed istanti che lasciasti vani a cadere nel vuoto…e parole soffocate che avresti invece voluto gridare…e muri che non avresti abbattuto mai…e lacrime che pungono cuore ed anima…e occhi che ti hanno guardato senza vederti mai veramente…e  canzoni che fanno brandelli dei tuoi sogni…e braccia che non ti hanno trattenuto mai…e tu hai camminato all’indietro per prolungare l’agonia del ricordo…e sei scivolata oltre…

Non è sempre colpa vostra… qualche volta siete semplicemente arrivate dopo…e magari nessuno si è preso il disturbo di avvertirvi che quel cuore, sì proprio quello che sentivate così simile al vostro, era già impegnato…e quando lo avete capito…beh…era tardi…tardissimo…

E’ difficile scappare, lo so, ma la fuga resta l’unico modo per non essere schiacciati dentro e fuori…lui non si accorgerà mai di voi e se mai lo farà sarà soltanto per alimentare il suo senso d’onnipotenza…

Vi ritroverete ad odiare una donna che nemmeno conoscete ed obbligherete le amiche a trovarne difetti in nome dell’affetto che nutrono per voi…

Non sarete felici mai…anzi…vi farete distruggere dall’equazione “LUI AMA LEI, LEI E’L’OPPOSTO DI ME, DUNQUE IO NON SONO AMABILE…”

Scappate…stringete i denti…un giorno dopo l’altro…passerà…e anche se non fosse così…beh…almeno non sarete state troppo ridicole…

“IO NON HO BISOGNO DI STIMA, O DI GLORIA, O DI ALTRE COSE SIMILI.

IO HO BISOGNO DI AMORE, DI ENTUSIASMO, DI FUOCO, DI VITA.”

                                      GIACOMO LEOPARDI

SONO…

Sono lo scrittore che non trova le parole…la donna ferita e morta dissanguata… l’anatroccolo che finge di non essere cigno… quella che parla alle sue lentiggini…  il pensiero che fa mordicchiare il labbro…le fossette sulle guance… la bambina che sfidava il mondo… l’onda dei capelli rosso tramonto…la cinciallegra che non trovò mai il coraggio di volarsene via…la vigliacca che scappò per paura di soffrire… la lettera che ogni volta  grida un addio…la corsa all’indietro per guardarti un’ ultima volta negli occhi…la fiducia persa per strada e mai più ritrovata… il giudice che ti ha condannato sulla base di minuscoli indizi…il bacio della buonanotte che mi dava mio nonno…il sogno che non ti ho mai raccontato…le spalle che non hai mai abbracciato…la poesia che ti ho dedicato e che non leggerai mai….la verità che non dirò mai… il fuoco che hai spento per sbadataggine… la vita che avrò…il tempo che non sarà mai più nostro…la malinconia di un ricordo…io…e mai più tu…

E POI NON CI CREDI PIU’…E PER QUANTO TI SFORZI DENTRO DI TE SAI BENISSIMO CHE NON CI CREDERAI MAI PIU’…E FARAI CERTEZZE DELLE COINCIDENZE E T’INVENTERAI UN TEOREMA CHE NON AVRA’ MAI UN SENSO MA IN CUI TU CREDERAI CIECAMENTE…

LA SINDROME DEL BRUTTO ANATROCCOLO…

Nessuno di noi nasce brutto anatroccolo, lo si diventa…

Affrontare questo argomento è per me doloroso…io brutto anatroccolo mi ci sento da sempre…

Mio padre ha sempre scelto solo mia madre (abilissima nel fare le moine ) ed io ero la figlia imperfetta, quella con i capelli troppo ricci e rossi, le lentiggini ovunque e quelle ciglia troppo chiare che mi facevano avere gli occhi rossi nove mesi all’anno…

Quello con mio padre è stato un lungo inseguire che spesso mi ha lasciato senza fiato…ma credo di non averlo raggiunto mai… mia madre che aveva capito tutto mi faceva fare qualsiasi cosa con la scusa che non potevo deluderlo e se mi rifiutavo…beh… la sua ulcera duodenale era sicuramente colpa delle mie mancanze…

Per molti anni ho tentato di essere perfetta  e non riuscendoci ho iniziato a perdere l’autostima,  a rifugiarmi nel leggere e, soprattutto, nello scrivere… e mentre gli altri bambini giocavano in cortile, io vivevo in un mondo tutto mio e chiedevo aiuto in ogni poesia o racconto che inventavo… ma nessuno l’ha mai capito…

Da adolescente è stato anche peggio… dimostravo molto meno della mia età, mentre la mia migliore amica era già una donna, truccatissima…

Il brutto anatroccolo non è mai invidioso, si limita a sentirsi un niente ed è la migliore spalla per chi come lei soffriva della sindrome opposta…quella della superdonna…

Ricordo feste infinite dove lei mi obbligava ad andare per  essere il testimonial del suo successo…io, il brutto anatroccolo per eccellenza…

I miei primi amori lei li ha demoliti tutti…bastava dirmi “Ci ha provato prima con me, sei la sua seconda scelta…” vero o non vero io li lasciavo, divorata dal dubbio…

A sedici anni volevo diventare un politico e non innamorarmi mai…poi arrivò lui…bellissimo…intelligentissimo…dolcissimo e scelse me…Sì, scelse davvero me, nonostante la superdonna lo circuisse in ogni modo…lui scelse me…

E allora? vi chiederete voi… niente…allora niente… il brutto anatroccolo che era in me non si arrese mai al fatto che ero amata e felice…mai…

Ero un cigno e continuavo a vedere un brutto anatroccolo riflesso nello specchio…

Negli anni ho nascosto il rosso dei capelli e mi sono raccontata migliaia di scuse per non competere mai… ho permesso a donne molto meno intelligenti di me di atteggiarsi, lasciando loro ruoli da protagoniste…ho rinunciato a storie sentimentali perché non reggevo lo stress della gelosia…

Il brutto anatroccolo è geloso di tutto e tutti, talmente convinto di essere un nulla da perdere di vista la realtà delle cose… il brutto anatroccolo soffre per un messaggio più frettoloso degli altri, per un silenzio…

Amare un brutto anatroccolo è faticosissimo… come provare a chiudere una voragine con secchiello e paletta…lui se ne andrà…prima o poi lo farà…chi non si sente amato abbastanza fugge sempre…

Oggi ho imparato ad essere un cigno…o meglio…ho imparato a nascondere l’anatroccolo dietro un filo di eyeliner e una cascata di capelli finalmente di nuovo rossi…ma scappo ancora dalle competizioni…scapperò sempre…è il mio grande limite, lo so…

Ecco, questa è la mia storia e come questa ce ne sono tante…il brutto anatroccolo è molto meno raro di quanto si pensi…screenshot_2016-10-22-21-15-32

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

” ERO UN CIGNO CHE CONTINUAVA A GUARDARSI ALLO SPECCHIO E VEDEVA UN BRUTTO ANATROCCOLO…”

                                                                   C. FORNASARI